Niente imposta di bollo sui contratti fino a 40mila euro con scambio di lettere

I contratti di valore inferiore ai 40mila euro stipulati con scambio delle lettere secondo gli usi del commercio non scontano l’imposta di bollo, se non in caso di registrazione. L’Agenzia delle Entrate ha chiarito con l'interpello 954-15/2017le modalità applicative del DPR 642/1972 ai rapporti formalizzati in base alle modalità previste dal Codice dei contratti pubblici per gli affidamenti discendenti da procedure negoziate o rientranti nella particolare fascia di valore.

L’Agenzia ritiene che, in base alla norma vigente che prevede che i contratti di acquisto di beni e servizi per importi inferiori alla soglia di 40mila euro possano essere stipulati mediante corrispondenza secondo gli usi del commercio, per questi contratti trovi applicazione il regime previsto dall’articolo 24 della tariffa, parte seconda, allegata al DPR 642/1972 per gli atti e i documenti redatti sotto forma di corrispondenza. In base a questa disposizione, quindi, il pagamento dell'imposta di bollo nella misura di 16 euro deve essere effettuato solo al verificarsi del caso d’uso (ovvero quando gli atti sono presentati all'ufficio delle entrate per la registrazione).

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Fonte: Il Sole 24 Ore del 16/3/2017 Autore: Alberto Barbiero

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