Bologna 12-14 ottobre 2022

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Cari amici e colleghi,

Sono trascorsi due anni di faticoso isolamento, ma l’occasione di trovarci ancora una volta insieme ci è data dall’Università di Bologna, la più antica del mondo, che ci accoglie proprio per renderci parte di quella universitas di pensieri e di azioni.

Il contesto sociale dell’ultimo biennio, contraddistinto dalla pandemia prima e dalla crisi internazionale subito dopo, ha dato l’avvio ad un vero e proprio moto di “rivoluzione culturale” soprattutto per noi, personale al servizio delle università, che, da luoghi peripatetici per eccellenza, contraddistinti da spirito di comunità, di socialità e di aggregazione, si sono dovuti rapidamente adeguare alla gestione dell’emergenza sanitaria, dove la regola base è stata rappresentata dal “distanziamento sociale”: una sorta di contrappasso contemporaneo o di ossimoro accademico, se lo si applica al contesto universitario, fatto di azioni volte a costituire quotidiane reti umane, nonché molteplici e continue frequentazioni di persone e intelletti.

L’emergenza sanitaria ha imposto un rapido ripensamento delle attività ordinarie, anche attraverso l’adozione di scelte che hanno portato le nostre Istituzioni, pur in assenza di una idonea e preventiva programmazione, ad adeguarsi rapidamente al mutato contesto sociale, ma la comunità accademica ha saputo affrontare con responsabilità e impegno questa nuova sfida, riorganizzandosi da subito per essere presente con la propria missione sociale: continuare nella costruzione e nella diffusione del sapere, nonostante le difficoltà contingenti.

Il riadattamento dei contesti organizzativi e l’accelerazione dello sviluppo dell’uso di tecnologie informatiche ha accentuato la “trasformazione digitale” sollecitata anche dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, che per le università e le pubbliche amministrazioni in genere rappresenta una reale opportunità di crescita e miglioramento del sistema: è infatti innegabile che nella prospettiva contemporanea si avverta l’esigenza, non più rinviabile, di migliorare la PA, per renderla effettivamente pubblica e centrale nello sviluppo della società, attraverso l’attuazione pratica di una transizione amministrativa, che è anche e contemporaneamente ecologica, e traghetta le persone e le amministrazioni complesse verso una vera e propria transizione culturale dove il presupposto di base resta quello secondo cui “si può cambiare in meglio solo ciò che si conosce”. La conseguenza immediata per il sistema PA Italia consiste nel superare con urgenza quelle posizioni di arretratezza, digitale e competitiva, rispetto al resto dell’Europa, investendo fortemente nel capitale umano, attraverso il reskilling e l’upskilling delle competenze e quindi proprio dei nostri ruoli, nella quotidiana gestione della complessità.

Questi, in estrema sintesi, i temi che animeranno il nostro Convegno, il cui obiettivo primario è quello di stimolare e favorire il senso di appartenenza alle nostre Istituzioni, oltre che sviluppare una riflessione critica e sempre costruttiva sui processi di trasformazione in atto, il cui impatto va ben al di là dei singoli contesti organizzativi.

Il Presidente
Mario Gagliano