Il XXXI Convegno RAU “L’Università nella transizione culturale”

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Venerdì 14 ottobre 2022 si è concluso il XXXI Convegno nazionale dei Responsabili Amministrativi delle Università: dopo due anni di stop obbligato, dovuto alla pandemia, ci siamo finalmente ritrovati a Bologna, città dalla quale mancavamo da tantissimo tempo, dove le mura medievali e i più antichi luoghi del sapere europeo ci hanno accolto in maniera intima e familiare, come se fossimo a casa. Come in molte cose della vita, per comprendere appieno il senso profondo e pensato di questo evento strepitoso a cui abbiamo lavorato incessantemente per ben sei mesi, è bene iniziare dallo sfondo che ci ha accompagnati. 

Allora partiamo dalla suggestione del dipinto Ad Parnassum, di Paul Klee, che ci è stato mostrato dalla Direttrice generale di UniBo, Dott.ssa Sabrina Luccarini, proprio in apertura del suo discorso. Il dipinto, a tecnica puntinata, non può che evocare i mosaici delle vicine Basiliche paleocristiane di Ravenna, in uno stile che viene, appunto, definito “neodivisionista”, caratterizzato da pennellate puntiformi poste a formare una fitta e omogenea tessitura cromatica; proprio come le differenze che abitano le nostre organizzazioni, così unite ed integrate, diceva la dott.ssa Sabrina Luccarini.

In questa immagine, tanto simbolica, non abbiamo letto alcuna divisione in tutti quei puntini, cromaticamente ben armonizzati in un quadro sistemico, probabilmente e forse proprio per effetto di tutto quello che è emerso nelle esternazioni appassionate dei relatori, guidate in maniera così fluente e organica dalla competenza dei moderatori che si sono avvicendati.

La chiave di volta, in una citazione architettonica volutamente romanica per omaggiare i luoghi di questo antichissimo Ateneo, sta proprio e forse nella lettura dei nostri diversi ruoli nel sistema accademico, che assumono un significato e un valore profondo solo se vengono esaminati sotto il profilo delle specifiche competenze che caratterizzano la complessità dell’Università (Dott.ssa Sabrina Bandera della Scuola Nazionale per le Amministrazioni). 

Queste particolari abilità, messe in connessione da un sistema di comunicazioni, anzi di relazioni interpersonali, come Maria Rita Fiasco ha più volte suggerito nel suo intervento di apertura e moderazione della tavola rotonda dei Direttori generali del 12 ottobre, rappresentano la struttura fondante del Sistema accademico nazionale, di cui i Direttori generali sono la prima e più alta espressione dal punto di vista della gestione della complessità. E la complessità può muoversi in maniera armonica, verso un obiettivo comune, solo se le singole persone che la compongono acquisiscono la consapevolezza del proprio ruolo e della potenzialità infinita ad esso correlato, in un’ottica appunto di sistema. 

Ripercorrendo gli interventi che si sono susseguiti dai relatori, tutti di altissimo profilo, che hanno manifestato loro per primi il desiderio e l’interesse ad essere con noi – e qui il riferimento va al Prof. Guido Capaldo e alla Dott.ssa Marcella Loporchio, che nonostante i lori personali impedimenti hanno comunque assicurato la loro presenza attraverso interventi efficaci, ancorché a distanza – è tornata prepotentemente alla memoria quella definizione che il sociologo Niklas Luhmann dà, nel 1984, all’interno della sua teoria dei sistemi sociali, proprio di sistema: “[quale] insieme di azioni, dotate di senso, e specificamente orientate ad uno scopo”.

Parafrasando il Dott. Carlo Mochi Sismondi, moderatore proprio dell’ultima sessione di lavoro, possiamo affermare la verità che ciascuno di noi pone in essere quotidianamente un sistema di azioni, a contenuto amministrativo, che hanno un senso solo se sono orientate a perseguire lo scopo di migliorare il contesto, rispetto a come lo si è trovato: a ridurre il consumo di risorse, a ingegnarsi a fare bene il proprio lavoro in un tempo ragionevole, a ripensare il singolo procedimento in chiave funzionale, a capirlo bene, farlo proprio e spiegarlo in maniera semplice a chi è appena arrivato o a chi usufruisce del servizio. 

Questo perché, nei sistemi sociali complessi, i diversi ruoli sono sempre occupati dalle persone, come ha più volte ricordato il Direttore generale del Politecnico di Torino, Dott. Vincenzo Tedesco, Vice Presidente del CODAU, e la difficoltà del vertice risiede proprio nell’individuare il ruolo maggiormente adatto a quella persona “che lavora, non che va a lavorare”, a quelle skills che la contraddistinguono, perché non basta Sapere, e saper fare, ma bisogna anche saper essere (pregevoli sul punto gli interventi della Prof.ssa Tiziana Catarci e del prof. Maurizio Sobrero).

In un contesto messo a dura prova dalla complessità dell’amministrazione delle ingenti risorse che stanno arrivando proprio dal PNRR e su cui il Dott. Mauro Marchionni del MEF, oltre che ribadire l’estremo rigore cui sono sottoposte le gestioni dei fondi provenienti dall’Unione Europea, ha più volte sottolineato le competenze e il ruolo di avamposto che l’università italiana detiene rispetto alle altre amministrazioni pubbliche del Paese.

Questo è l’elemento strategico e davvero leva di cambiamento dell’agire della pubblica amministrazione, se adeguatamente valorizzato e diffuso. 

Dal nostro punto di vista, la scelta degli argomenti trattati e l’autorevolezza dei relatori ci ha posto di fronte ad una sfida di non poco conto, per la buona riuscita dell’evento, perché non era facile mantenere alta l’attenzione delle oltre 200 persone che hanno assistito in presenza, oltre a quanti utilizzavano lo streaming, nella magnifica cornice dell’Aula absidale del complesso di Santa Lucia e per tutta la durata dell’evento. 

Eppure, il pregio di questo evento è stato proprio dovuto al fatto che le numerose e intense sessioni di lavoro, nell’affrontare problemi gestionali di elevata complessità, hanno sempre mantenuto fermo il presupposto indefettibile del valore di ogni singola persona, che se adeguatamente guidata e motivata, rappresenta davvero l’elemento centrale di un cambiamento possibile. 

Ed è così che, tra gli ambienti magici di Palazzo Re Enzo e il chiostro nascosto di San Giovanni in Monte, siamo usciti da questo meeting con la seria consapevolezza di essere una validissima e solida comunità professionale, finalmente ritrovata dopo un lungo e faticoso periodo di forzato isolamento.

Grazie a tutti e grazie, in particolare, a Eloisa di Domenico e Alex Rinaldi di UNIBO, a Mec& Partners per la professionalità dimostrata nella realizzazione dell’evento, ai Direttori generali che supportano sempre le nostre iniziative per il bene dell’Università italiana, primo fra tutti il Direttore del Codau, Ing. Alberto Scuttari, a tutti i relatori e moderatori che ci hanno pregiato della loro presenza, a Rosa Gatti e Carlo Musto d’Amore che ci sono sempre e……

a Margherita, con cui la nostra relazione personale non finirà mai.

Giorgia Canella, Paola Solombrino – Associazione dei responsabili amministrativi delle Università italiane